Senza ragione
Sono scivolata piano
sull’orizzonte muto
come i tralicci lungo la ferrovia
e occhi sempre asciutti
mi hanno fissato invano
oltre un binario rovesciato.
Avrei forse voluto
che qualcuno attendesse
un ritorno mai uguale
e cercasse queste mani
affondate nelle tasche
ma nessun viaggio colmerà
l’incertezza del desiderio.
Ora senza ragione
(e, lo ammetto, anche senza te)
rimango dietro un vetro
a guardare persone sicure
di fronte agli scaffali
di un supermercato
e non comprendo
come sappiano cosa scegliere
mentre ancora io mi chiedo
se quello che manca
è perso o solo dimenticato.
[1° classificata, Premio Nazionale di Poesia "Città di Forlì" 2005]
 
Febbraio
Erano sempre spilli
le file di cipressi
sulle losanghe di orizzonte
curvato verso il mare.
Bastava stendere la mano
e sfilarli con pazienza
per togliere il sipario
e respirare la tua voce.
Ma ancora scivolavo
su binari senza scambio,
fra le mani un biglietto
con la stazione già stampata.
Chissà se tu lo sai
dove esiste quel luogo
in cui la pioggia fitta
d’un tratto si fa neve.
[1° classificata, Premio Nazionale di Poesia “Città di Castorano” 2005]
SERENA FOCACCIA POESIE